Il Budda delle Periferie
Il Budda delle Periferie


Le luci della centrale elettrica

Le luci della centrale elettrica


Goodnight Call, audio installation by Sophie Barbasch

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Maggio 26  -  46163 notes  -  via  -  original

godparty:

Jacques Nam, 1948.

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Jacques Nam, 1948.

Maggio 26  -  18 notes  -  via  -  original

MAC DEMARCO \ PEPPERONI PLAYBOY (DOCUMENTARY)


"Una canzone sugli sputi in faccia"

MAJAKOVICH - COLEI CHE TI INGOIA


RECENSIONE / Havah - Durante Un Assedio 

lacaduta:

image

Autoproduzione / 2014

In Italia escono un sacco di album. Tipo 3-4 al giorno. Ma in questo mare magnum musicale non ci sono solo cozze e vongole: con un po’ di fortuna si riesce a trovare anche qualche ostrica. A volte l’ostrica ha pure la perla dentro. È il caso di Durante Un…

Maggio 19  -  14 notes  -  via  -  original

weirdvintage:

Allen Ginsberg, taken December 1963 at The Women’s House of Detention in Manhattan, photo by Benedict Fernandez (via NY Photo Review)

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Allen Ginsberg, taken December 1963 at The Women’s House of Detention in Manhattan, photo by Benedict Fernandez (via NY Photo Review)

Maggio 13  -  1453 notes  -  via  -  original

una-lady-italiana:

Mannequin by Jerome Abramovitch

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Mannequin by Jerome Abramovitch

Maggio 13  -  46 notes  -  via  -  original

nevver:

The last sentimentalist, Duane Michals

Maggio 12  -  2532 notes  -  via  -  original

E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent’ anni portati così, 

come si porta un maglione sformato su un paio di jeans; 

come si sente la voglia di vivere 

che scoppia un giorno e non spieghi il perchè: 

un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos’è. 

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani, 

giorni a chiedersi tutto cos’ era, vedersi ogni sera; 

ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale, 

ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale 

e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, 

quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore. 

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova, 

era tanto potere parlarci, giocare a guardarci, 

tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino, 

religione del tirare tardi e aspettare mattino; 

e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella, 

la città addormentata non era mai stata così tanto bella. 

Era facile vivere allora ogni ora, 

chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci, 

e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell’ epoca nuova, 

ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova. 

Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo, 

ci sembrava d’ avere trovato la chiave segreta del mondo. 

Non fu facile volersi bene, restare assieme 

o pensare d’ avere un domani e stare lontani; 

tutti e due a immaginarsi: “Con chi sarà?” In ogni cosa un pensiero costante, 

un ricordo lucente e durissimo come il diamante 

e a ogni passo lasciare portarci via da un’ emozione non piena, non colta: 

rivedersi era come rinascere ancora una volta. 

Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, 

e il peccato fu creder speciale una storia normale. 

Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, 

sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. 

E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; 

siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa. 

"The triangle tingles and the trumpet plays slow"… 

Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d’ estate 

con qualcosa di fragile come le storie passate: 

forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè 

ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me…


Maggio 12  -  7955 notes  -  via  -  original

Maggio 12  -  97650 notes  -  via  -  original

Maggio 11  -  6008 notes  -  via  -  original

Maggio 11  -  433 notes  -  via  -  original